by Simonetta Bettini · April 23, 2009

Quando qualcosa non va come ci siamo immaginati rimaniamo delusi.
La delusione è causata dalla “differenza”, secondo noi negativa, tra come ci siamo immaginati un evento e come invece l’evento è accaduto realmente. Ad esempio: se immaginiamo di tenere un discorso catturando l’attenzione del pubblico in modo tale che, alla fine del nostro intervento, si spellerà le mani ad applaudirci, qualora nella realtà questo non avvenga rimaniamo delusi.
Se facciamo qualcosa per una persona e ci aspettiamo di essere compensati o lodati per quanto fatto, se poi non succede ci restiamo male.
Se portiamo a termine un lavoro in modo eccellente e immaginiamo che il nostro capo ci faccia i complimenti, qualora questo non accada proviamo una profonda delusione.

Ecco una divertente storiella sulle aspettative.

Un macellaio stava lavorando nel suo negozio e si sorprese quando vide entrare un cane. Lo cacciò ma il cane tornò subito. Cercò quindi di mandarlo via ancora, ma si rese conto che il cane aveva un foglio in bocca. Prese dunque il foglio e lo lesse: “Mi potrebbe mandare 12 salsicce e tre bistecche di manzo per favore?” Il macellaio notò pure che il cane aveva in bocca un biglietto da 50 euro. Così prese le salsicce e le bistecche e le mise insieme in una borsa che mise nella bocca del cane. Il macellaio rimase molto colpito e, siccome era già ora di chiudere il negozio, decise di seguire il cane che stava andando in strada con la borsa tra i denti. Quando il cane arrivò ad un incrocio, lasciò la borsa sul marciapiede, si alzò sulle zampe posteriori e con una delle anteriori schiacciò il pulsante dei pedoni per cambiare il segnale del semaforo. Prese di nuovo la borsa ed aspettò pazientemente che il semaforo desse il via ai pedoni. Allora attraversò la strada e camminò fino ad una fermata del bus, mentre il macellaio stupefatto lo seguiva da vicino. Alla fermata il cane guardò verso la mappa delle rotte e degli orari e si sedette sul marciapiede ad aspettare il suo bus. Arrivò uno che non era il suo, ed il cane non si mosse. Arrivò dunque un altro bus ed il cane dopo aver visto che era quello giusto,salì dalla porta posteriore affinché il conduttore non lo potesse vedere. Il macellaio, a bocca aperta, lo seguì. All’improvviso il cane si alzò sulle zampe posteriori e toccò il campanello della fermata sempre con la borsa tra i denti. Quando il bus si fermò, il cane scese, ed anche il macellaio, ed entrambi camminarono per la strada finché il cane si fermò a una casa. Pose la borsa sul marciapiede, e prendendo la rincorsa, si lanciò contro la porta. Ripeté l’azione diverse volte, ma nessuno gli aprì la porta. Allora il cane fece il giro della casa, saltò un recinto, si avvicinò ad una finestra e, con la testa, colpì diverse volte il vetro. Ritornò alla porta che si aprì e comparve un uomo che cominciò a picchiare il cane. Il macellaio corse verso l’uomo e gridò: “Santo cielo, che cosa sta facendo? Il suo cane é un genio!” L’uomo irritato rispose: “Un genio?? E’ la seconda volta questa settimana che questo idiota si dimentica le chiavi!”.

In definitiva proviamo delusione quando:

  • qualcuno non si comporta come vorremmo;
  • non siamo riusciti a fare qualcosa come avremmo voluto.

Aspettarci un determinato comportamento da qualcun altro è il miglior modo per rimanere delusi per il semplice motivo che ognuno ha un suo modo per manifestare i propri sentimenti.
Ci sono persone più estroverse che non esitano a prodigarsi in gesti affettuosi, complimenti, ringraziamenti, ecc. mentre per altri è più difficile esternare ciò che provano.
Oppure semplicemente hanno modi diversi dai nostri di esprimere certi sentimenti.
È il classico caso delle coppie che accusano reciprocamente l’altra parte di non amarle.
La moglie dice: “mio marito non mi ama perché non mi porta mai fiori e non mi porta quasi mai fuori a cena” e il marito risponde “Come non ti amo! Se ti ho appena regalato un’auto bellissima!”.
Se volete essere certi di far piacere ad un’altra persona o se volete sapere come questa persona si comporta per manifestare certi sentimenti dovete conoscere i criteri che questa applica per valutare un certo comportamento.
E siccome non sapete leggere il pensiero (almeno credo!),non vi resta che chiedere, possibilmente in maniera “elegante”.
Ad esempio, potreste chiedere a vostra moglie (vostro marito):
“Secondo te cosa fa un marito (una moglie) per dimostrare alla moglie (al marito) che l’ama?”, oppure:
“Secondo te cosa fa una moglie (un marito) per dimostrare al marito (alla moglie) di amarlo?” (così saprete i comportamenti che identificano amore).
Potreste anche prendere ad esempio una coppia di amici o conoscenti e chiedere:
“Secondo te, Tizio ama sua moglie?”
e, qualunque sia la risposta, chiedete poi:
“Cosa te lo fa pensare?”
avrete così un elenco dei comportamenti che secondo lei (lui) significano amore o di quelli che, sempre secondo lei (lui) non dimostrano tale sentimento.
Poi regolatevi di conseguenza sia nel vostro comportamento che nell’interpretare quello altrui.

Quando invece siamo delusi perché abbiamo ottenuto un risultato non conforme a quanto sperato/immaginato, spesso siamo stati noi stessi a creare i presupposti della delusione.
Ricordo una cliente insoddisfatta di un suo intervento come relatrice ad un convegno; era la prima volta che parlava in pubblico in una situazione del genere e pretendeva da se stessa una performance all’altezza di un oratore consumato.
Inoltre questa sua altissima aspettativa le aveva provocato ansia (e chi non l’avrebbe avuta dandosi un compito così arduo!) tanto che nella sua mente si ripeteva frasi tipo “Non ce la farò mai, farò schifo…”.
Io le dissi che si era comportata come chi non ha mai praticato il salto in alto e la prima volta che affronta l’asticella la pone a 2 metri di altezza e, come se non bastasse, prima di prendere la rincorsa per saltare, si dà una martellata su un piede.
Lei si mise a ridere e capì l’errore commesso.

Non dobbiamo paragonarci agli altri ma dobbiamo competere solo con noi stessi e sforzarci di migliorare continuamente ogni volta che ripetiamo un’azione.
Se prendiamo gli altri come punto di riferimento troveremo sempre qualcuno più bravo di noi nel fare qualcosa, mentre se poniamo l’attenzione su un nostro percorso di crescita e miglioramento e ci impegniamo, sicuramente i risultati arriveranno.
Non dobbiamo avere paura di sbagliare ma di non imparare niente dai nostri errori e di non usarli per migliorare!

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